Distonia di Segawa

La distonia sensibile alla dopamina è una sindrome genetica a trasmissione autosomica dominante facente parte del gruppo dei disordini del movimento e caratterizzata da un insieme di manifestazioni che comportano disfunzioni del movimento. È chiamata anche distonia di Segawa.

Epidemiologia

Colpisce prevalentemente il sesso femminile e soprattutto l'infanzia, sebbene possa presentarsi anche durante l'adolescenza. I distretti anatomici maggiormente colpiti sono gli arti inferiori.

Eziologia

La malattia è dovuta a una mutazione del gene denominato GTPCH situato sul cromosoma 14 che codifica per un enzima che, non direttamente, limita la sintesi della dopamina.

Clinica

Si assiste clinicamente in primo luogo a una diminuzione progressiva della capacità di deambulazione che può arrivare a comportare una completa paralisi del paziente; inizialmente i disturbi sono meno marcati al mattino e aumentano durante il giorno, per diventare maggiori durante la sera. Il paziente ritrova sollievo quando va a letto e quando si sveglia il mattino seguente.

Le manifestazioni cliniche possono comportare una diagnosi errata, dal momento che i disturbi sono simili alla malattia di Parkinson nella forma giovanile.

Trattamento

La terapia è farmacologica, prevede la somministrazione di levodopa e permette una buona prognosi.

Bibliografia

Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.

David A Greenberg, Aminoff Micheal J, Simon Roger P, Neurologia Clinica quinta edizione, Milano, McGraw Hill (Lange), 2004, ISBN 88-386-2980-3.

Stephen L. Hauser, Harrison: Neurologia clinica, Casarile (Milano), McGraw-Hill, 2007, ISBN 978-88-386-3923-4.

Voci correlate

Distonia

Distonia mioclonica

Dopamina

Malattia di Parkinson


La distonia Dopa-sensibile autosomica dominante (DYT5a) è una malattia rara neurometabolica caratterizzata da distonia ad esordio nell'infanzia, che risponde in modo significativo e sostanziale alle basse dosi di Levodopa (L-Dopa) e può associarsi al parkinsonismo in un'età più avanzata.

La prevalenza europea della distonia Dopa-sensibile (DRD; si veda questo termine) varia tra 1/1.000.000 e 1/200.000. La DYT5a è più frequente rispetto alla DRD autosomica recessiva (DYT5b; si veda questo termine).

Esordisce di solito nell'infanzia (età media di 6 anni); le femmine sono colpite 2-4 volte più spesso rispetto ai maschi. All'esordio, la DYT5a è caratterizzata tipicamente da distonia agli arti inferiori, spesso con flessione-endorotazione del piede (posizione equino-vara), che provoca disturbi della deambulazione (che possono portare il paziente ad inciampare e cadere), con fluttuazioni diurne e sintomi che peggiorano alla sera e migliorano dopo il sonno. I sintomi possono essere aggravati anche dall'esercizio fisico. Raramente, sono presenti all'esordio la distonia del braccio, il tremore posturale delle mani, la lentezza dei movimenti (bradicinesia) o la distonia cervicale. In molti pazienti, l'esame fisico evidenza riflessi tendinei vivaci e/o l'estensione distonica dell'alluce (alluce striatale). La malattia di solito evolve nella distonia generalizzata e alcuni pazienti, in particolare quelli con esordio della malattia nell'adolescenza o nell'età adulta, sviluppano anche un parkinsonismo (con bradicinesia, rigidità e, soprattutto, tremore posturale). Non sono colpite le capacità cognitive ed intellettive. I pazienti con la forma ad esordio tardivo presentano un fenotipo più lieve. In rari casi, si osserva depressione, ansia, disturbi del sonno e disturbi ossessivi-compulsivi. In assenza di un trattamento, gli adulti possono sviluppare contratture agli arti.

La DYT5a è causata dalle mutazioni del gene GCH1 (14q22.1-q22.2), che codifica per l'enzima GTP cicloidrolasi 1 (GTPCH1). Questo enzima è essenziale alla biosintesi della tetraidrobiopterina (il cofattore essenziale della tirosina idrossilasi), che rappresenta l'enzima limitante la velocità di reazione nella biosintesi della dopamina.

La diagnosi si basa sui sintomi clinici caratteristici e sul loro miglioramento significativo e sostanziale dopo somministrazione orale di basse dosi di L-Dopa. Nei pazienti affetti da DYT5a, è presente una caratteristica riduzione dei livelli di biopterina totale e neopterina nel liquido cefalorachidiano (CSF). È stata, inoltre, osservata una diminuzione dell'attività di GTPCH1 nelle cellule ematiche. I test molecolari possono identificare mutazioni nel gene GCH1.

Le diagnosi differenziali si pongono con le altre forme di DRD (DRD autosomica recessiva), la distonia da torsione ad esordio precoce, la distonia mioclonica, l'iperfenilalaninemia, la paraplegia spastica ereditaria, il parkinsonismo ad esordio nel giovane adulto (si vedano questi termini), la paralisi cerebrale.

La diagnosi prenatale è possibile nelle famiglie in cui è nota la mutazione di GCH1.

La DYT5a è trasmessa come carattere autosomico dominante. Tuttavia, a causa della penetranza incompleta correlata al genere, non tutte le persone con mutazione manifestano il fenotipo della malattia. Circa il 30-50% dei pazienti con DRD non presenta una storia familiare di distonia. Sono possibili le mutazioni de novo.

Questa forma di distonia risponde significativamente alla terapia con L-Dopa. Il dosaggio iniziale attualmente raccomandato di L-Dopa/inibitore della decarbossilasi nei bambini è 25 mg o meno, una volta al giorno, mentre negli adulti si raccomandano 50 mg una o due volte al giorno. Se necessario, questi dosaggi possono essere aumentati progressivamente di piccole quantità, fino a raggiungere dosaggi ottimali o massimi di circa 10-20 mg/kg/die. Il dosaggio deve essere diminuito, se dopo la somministrazione di L-Dopa compare discinesia. Il trattamento deve essere mantenuto per tutta la vita; i sintomi si attenuano di solito dopo alcune settimane-alcuni mesi.

L'aspettativa di vita non è ridotta e, con la somministrazione di L-Dopa, il paziente va incontro di solito a una remissione completa o quasi completa dei sintomi.

Revisore(i) esperto(i)

 Dr Christoph KAMM