Sindrome dell'uomo rigido o Stiff man


La sindrome dell'uomo rigido o sindrome di stiff-man (conosciuta anche come sindrome della persona rigida), è una rara neuropatia ad insorgenza lentamente progressiva, che colpisce le donne con una frequenza circa doppia rispetto agli uomini, ed è caratterizzata da rigidità del torace e degli arti. I pazienti sono altrimenti normali, e l'esame obiettivo evidenzia solo ipertrofia muscolare e rigidità.

 

Sintomi

I prodromi della malattia si presentano come semplici dolori, rigidità nei muscoli assiali, cadute. L'esordio avviene durante la crescita e i sintomi insorgono perlopiù in maniera insidiosa nel corso di mesi o anni. Vengono colpiti per primi e in maniera prevalente il torace e le anche; questo compromette l'andatura che diventa rigida e impacciata (andatura "a soldatino di piombo"). Contemporaneamente si manifestano spasmi muscolari dolorosi, che possono avvenire spontaneamente o accentuare la risposta a riflessi, stimolazioni sensoriali o stress emotivo. Gli spasmi sono solitamente bilaterali, ma può esservi preponderanza di un arto; si presentano come scatti mioclonici improvvisi, che possono provocare cadute anche gravi, seguiti da movimenti tonici della durata di alcuni secondi. Nella maggior parte dei pazienti si sviluppa la paura di attraversare spazi aperti (pseudo-agorafobia) che, accentuando lo stress emotivo del soggetto, può essa stessa causare l'insorgenza degli spasmi.

Nella maggior parte dei casi, la progressione si mantiene lenta con periodi di stasi che durano anche anni. Si può verificare una subitanea generalizzazione di alcuni sintomi localizzati.

Cause

Sembra dimostrato che il meccanismo patologico di tale sindrome sia da ricercare nella alterazione delle proteine coinvolte nell'endocitosi di vescicole al livello sinaptico, proteine tra l'altro coinvolte nella differenziazione della sinapsi stessa (sinaptogenesi). Tuttavia le cause della sindrome dell'uomo rigido non sono ancora del tutto chiare e le sue varianti cliniche sono associate a diverse forme morbose, tra cui: encefalomielite, diabete mellito di tipo I, tiroidite, neoplasie (carcinoma mammario o polmonare, timoma, cancro al colon), anemia perniciosa, miastenia grave. La presenza di anticorpi contro la decarbossilasi dell'acido glutammico (GAD) nella maggior parte dei pazienti suggerisce un'origineautoimmune. Tra i familiari di persone colpite da questa malattia si registra un'incidenza leggermente più alta di malattie caratterizzate da risposta immunitaria anti-GAD.

 

Diagnosi e terapia

La diagnosi si basa essenzialmente sull'osservazione clinica. La conferma si può ottenere dalla rilevazione di anticorpi contro la GAD nel siero o, ove questi siano assenti, dalle anomalie elettromiografiche. La TAC spinale permette di escludere cause meccaniche. Sinora è disponibile solo la terapia sintomatica (benzodiazepine, baclofene), che raramente è del tutto efficace. Il diazepam rappresenta l'unico farmaco che diminuisce in modo consistente la rigidità muscolare; tuttavia può accentuare la depressione nel soggetto.

 

Test per gli anticorpi

Anche se l’assenza di anticorpi nel siero non esclude la SMS, la presenza di autoanticorpi anti-GAD sostiene fortemente la diagnosi (99% determinato mediante immunocitochimica). Esistono diversi modi per misurare anticorpi anti-GAD: immunocitochimica e Western blotting sono stati i primi metodi utilizzati. L’immunocitochimica consente il rilevamento di antigeni in sezione di tessuto mentre la Western blotting visualizza antigeni proteici che sono stati separati per dimensione. Nuovi test sviluppati più recentemente ELISA e RIA hanno il vantaggio di valutare quantitativamente la quantità di anticorpo anti-GAD prodotta dal paziente.

Esame fisico

I sintomi sono essenziali per la diagnosi di questa malattia ed i risultati di laboratorio isolato, non stare in piedi da solo. I sintomi di rigidità, aumento di tono, spasmi o dolore sono identificati dal paziente e dal medico in stretta collaborazione. Le aree di intervento possono includere il viso, collo, addome e braccia, ma più in genere le gambe o la colonna vertebrale nella zona lombare. La risposta ai farmaci è importante per discriminare le altre cause di malattia ad esempio rigidità da Parkinson e spasticità. La valutazione può includere test per escludere altre cause di rigidità come la sclerosi multipla o la mielite trasversa.

Elettromiografia

L’elettromiografia (EMG) è un importante strumento diagnostico per la valutazione dei pazienti con Sindrome di Stiff-Man. La tipica bassa frequenza delle unità motorie normali o continua attività dell’unità motore (CMUA) si trova contemporaneamente in muscoli agonisti e antagonisti della regione colpita. I risultati della EMG possono essere meno indicativi in pazienti che sono pienamente trattati per i sintomi della condizione, a causa dell’interferenza di alcuni farmaci con questo esame.

Genetica

La malattia non ha una nota predisposizione genetica.

 

Trattamento

Esistono diverse importanti caratteristiche specifiche per il trattamento di questa malattia. Anche se sembra che ci sia un forte legame autoimmune, le terapie immunomodulanti hanno  prodotto risultati coerenti. Segnalazioni aneddotiche di risposta al prednisone, immunoglobuline o plasmaferesi sono presenti. Tuttavia, la terapia più efficace è sempre a base dibenzodiazepine. Questi farmaci producono sollievo sintomatico e la sospensione porta spesso al riemergere dei sintomi. Altri farmaci che modulano la funzione dei neuroni GABAergici sono impiegati con efficacia variabile. La terapia fisica può esacerbare spasmi in alcuni pazienti e deve essere usata con cautela in quelli per i quali il movimento passivo può essere un innesco di spasmo. Il decorso della malattia è variabile, ci sono segnalazioni di pazienti che rispondono bene ai farmaci e sono in grado di esercitarsi con vigore. La brusca sospensione della terapia può essere dannosa.

 

Fonte: Wikipedia  http://www.informazionimediche.com/